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Informazioni Utili: Visto di ingresso;

I cittadini italiani possono recarsi in Giappone senza visto per motivi di turismo e per un massimo di 90 giorni di permanenza. 

Per soggiorni superiori a 90 giorni sarà invece necessario munirsi di un visto, che potrà essere richiesto presso l’Ambasciata giapponese a Roma o il Consolato giapponese a Milano.

Dalla fine di novembre 2007 sono entrate in vigore le nuove procedure di ingresso nel Paese, previste dalla Legge n. 43 del 24.05.2006 “Law for Partial Amendment of the Immigration Control and Refugee Recognition Act”.

In base a detta procedura, al momento dello sbarco, vengono rilevati i dati biometrici (impronte digitali e fotografia del viso) di tutti i cittadini stranieri che giungono in Giappone. Coloro che si rifiutano di fornire tali dati verranno rimpatriati con il primo volo disponibile.

Sono escluse dall’applicazione di questa procedura le seguenti categorie: 1) i residenti permanenti speciali; 2) i minori di 16 anni; 3) chiunque svolga un’attività che ricada sotto lo status di “residence for diplomat or official”; 4) chi sia invitato dal titolare di un’Amministrazione pubblica giapponese; 5) chi venga indicato, con un’ordinanza del locale Ministero della Giustizia, come equivalente alle categorie di cui al punto 3) o 4).

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Setsubun:

"Oni ha soto, fuku ha uchi"
Ogni anno il 3 di Febbraio in Giappone si festeggia il Setsubun.
Quest’antica festa nasce per celebrare la fine dell’inverono e l’arrivo della primavera e trova le sue origine nell’antico calendario lunare, dove in questo giorno veniva convenzionalmente indicato l’inizio dell’anno.

In molte città si organizzano matsuri ( feste tradizionali ) che variano da città e città, e i giapponesi compiono dei riti che possono apparire all’occhio occidentale un po’ curiosi!
Tra tutti i riti celebrati in questo giorno, il più famoso è il mamemaki, ovvero il lancio dei fagioli di soia per scacciare, dal nuovo periodo a cui si va incontro, le forze maligne e negative.

Il rito si svolge più o meno cosi:

Un membro della famiglia, lancia dei fagioli di soia tostati, addosso ad un altro membro della famiglia che indossa una maschera di Oni ( demone mitologico ), intonando una cantilena rituale "Oni ha soto, fuku ha uchi" che si può tradurre con “Il demon…