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Soul of Chogokin gx-59, Daltanious

Uscito il 25 febbraio 2011, il gx-53 Daltanious va a colmare un’altra grande lacuna nelle collezioni degli appassionati Italiani. Sembra che la Bandai sia sempre più propensa a sfornare Chogokin che hanno riscosso molto successo in territorio italico (le mostruose cifre di vendita del Daitarn 3 qui da noi hanno compiuto il miracolo!).

Le dimensioni sono imponenti con un’altezza di circa 30 cm e un peso considerevole. I particolari, la verniciatura e gli accessori sono ricreati perfettamente e in modo maniacale come soltanto Bandai sa fare. Le armi viste nel cartone ci sono tutte, spada di fuoco e lame boomerang comprese. C’è anche la croce trasparente per simulare il colpo finale! La posabilità è ottima nonostante la stazza ed il fatto che il robot sia componibile. Anche qui ci troviamo di fronte ad una piccola opera d’arte, soprattutto per quel che riguarda la trasformazione.


Come nella serie animata, appena estratto dalla scatola il robot si presenta diviso nei suoi tre componenti: Il robot Antares, la navetta Gumper ed il leone Beralios. Come dicevo la trasformazione ha dell’incredibile ed avviene nella stessa identica maniera dell’anime. Nonostante la sua complessità, un appassionato della serie animata è quasi in grado di effettuarla senza istruzioni. Una menzione a parte merita l’ingegnoso sistema con cui compaiono le “mutande nere” del Daltanious, un procedimento misterioso ed inspiegabile nel cartone animato a cui Bandai ha ovviato tramite un sistema di pannelli nascosti e cerniere piuttosto laborioso ma dall’ottimo risultato. Per far ciò, tuttavia, è stato necessario costruire il Beralios interamente in plastica…

L’unica “imprecisione” del modello sono le zampe anteriori sempre del leone (il componente più controverso e discusso) che rimangono piegate a vista dietro la schiena, non rispettando pienamente la conformazione della serie animata, nella quale sparivano misteriosamente. I fan più radicali avrebbero desiderato un sistema per staccare direttamente queste parti, ma personalmente preferisco di gran lunga la soluzione adottata.

Tirando le somme, bisogna lodare l’impegno di Mamma Bandai che anche questa volta ha tirato fuori dal cilindro un modello quasi perfetto che non può e non deve mancare ad ogni collezionista degno di questo nome. Il prezzo è di circa 170 Euro. E’ una cifra importante, ma si parla pur sempre di un modello con tre elementi super dettagliati e componibili come non se ne vedevano da tempo!

Articolo di Matteo

Commenti

  1. Prego! Spero risulti interessante e magari torni utile a chi segue il blog, ciao!

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